Profilo storico
Si
ipotizza che un nucleo abitato esistesse già in epoca preistorica, ma tracce
inconfutabili non ne sono ancora state rinvenute.
I romani
giunsero a Como per la prima volta nel
Ai
Longobardi seguirono i Franchi (fine secolo VIII); Balerna entrò allora a far
parte del Comitato rurale del Seprio che a seguito del suo smembramento divenne
quindi proprietà del Vescovo di Como (Castellanza di San Pietro). Nella prima
metà del secolo XII il Comune di Como si sostituì al prelato e, durante la
guerra decennale fra Como e Milano (1118-1127) i milanesi espugnarono ed in
parte distrussero la rocca di Pontegana. Numerosi furono, dalla metà del
Trecento all'inizio del Cinquecento, i “passaggi di proprietà” della pieve. Nel
1521 il Comune divenne stabile possesso dei Cantoni elvetici costituendo un
baliaggio insieme con Mendrisio.
Balerna
perse via via l'importanza avuta in epoca medievale a seguito della progressiva
creazione di parrocchie indipendenti nelle varie località (la prima a Vacallo
nel 1573; l'ultima a Monte nel 1821).
I
landfogti confederati governarono su Balerna fino al 1798 quando, sotto i colpi
francesi, l'antica Confederazione crollò ed il Mendrisiotto cessò di essere
baliaggio. Esigenze di spazio non permettono di descrivere gli importanti
avvenimenti di quegli anni: basti citare le continue minacce francesi di
annessione al Regno italico culminate con lo “scandaloso” voto favorevole del
Gran Consiglio ticinese (31 luglio 1812). L'esito disastroso della spedizione
napoleonica in Russia «salvò» però Balerna ed il Mendrisiotto.
All'inizio
dell'Ottocento il Ticino era più che mai povero e Balerna divise le sorti e le
peripezie del neonato Cantone, caratterizzate da frequenti eccessi di faziosità
politica, esasperate da una situazione economico-sociale disastrata (nessuna
industria degna di questo nome, massiccia emigrazione, agricoltura di
sussistenza, …). Povertà, fame, condizioni igieniche spaventose (si ricordino
le epidemie di colera e la mortalità infantile che raggiungeva il 25%) tingono
di scuri toni la vita dei nostri avi durante buona parte del XIX secolo.
Soltanto negli ultimi lustri la situazione tese a migliorare. La ferrovia (la
stazione di Balerna fu inaugurata nel 1880) esercitò un benefico influsso
sull'economia comunale; incrementò la lavorazione dell'argilla e favorì il
sorgere di alcune piccole industrie (sigari, cemento, case vinicole, …).
Balerna ebbe anche l'onore di essere sede provvisoria della neocostituita
Amministrazione Apostolica Ticinese: Mons. Eugenio Lachat risiedette
nell'esistente palazzo vescovile dal 2 agosto 1885 al 1° novembre 1886.
Il
Novecento è caratterizzato, oltre che da un discreto sviluppo industriale,
dalla vicinanza con Chiasso e dalle attività del settore terziario insediate
nella regione. Da comunità “rurale”, Balerna è passata in pochi decenni ad
essere comune “residenziale" registrando, tra il 1960 ed il 1970 un
aumento della popolazione del 27.8% “sacrificando” circa il 15% del suo territorio
alle vie di comunicazione (stazione ferroviaria internazionale, autostrada).
Dagli
anni Settanta Balerna ha poi registrato un brusco calo demografico, così da
arrivare a stabilizzarsi sulle cifre attuali (3’500 abitanti). Nonostante
questo assestamento nel numero di cittadini, il Comune ha dato avvio in quegli
anni alla costruzione di numerose infrastrutture pubbliche di rilievo (Centro
anziani, la scuola dell’infanzia, la scuola di musica, la seconda palestra,
ecc.).
Oggi il
Comune si adopera per il mantenimento del livello qualitativo delle proprie
infrastrutture e dei propri servizi, non disdegnando ulteriori investimenti a
favore della popolazione e delle società del paese (nuovi campi da calcio,
nuova palazzina della Scuola Media, Centro climatico a Bosco Gurin, ecc.).
Il Comune
di Balerna, pur avendo alle spalle secoli di storia a volte travagliata, oggi
come in passato persegue l’obiettivo di garantire alle attuali e nuove
generazioni un’eccellente qualità di vita.