Toponomastica del Comune e mondo romano

L’etimologia del nome Balerna non è, ad oggi, del tutto chiara. Secondo alcuni studiosi la parola è composta dalla base bal(l)- che significa “masso, roccia” e la desinenza –erna (“relativo a”). Di conseguenza il significato del toponimo dovrebbe essere “sulla roccia, vicino ad una roccia”, con riferimento al nucleo del villaggio, posto quasi a strapiombo al di sopra del corso del fiume Breggia.

 

La stessa denominazione tradisce origini antiche, addirittura prelatine, cioè precedenti la dominazione romana. Il suffisso –erna è piuttosto comune nei luoghi e nelle parole di derivazione etrusca, come segnalato in alcuni studi recenti (cfr. TURRIN Renata (a cura di),  Balerna – Repertorio toponomastico ticinese – I nomi di luogo dei comuni del Canton Ticino, Centro di ricerca per la storia e l’onomastica ticinese, Università di Zurigo, 1996).

 

Nel dialetto locale, gli abitanti di Balerna vengono detti sgüramedai (letteralmente “lucida – medaglie”), forse un ironico riferimento ad un presunto attaccamento al denaro dei Balernitani o forse in ricordo degli orafi locali che nel corso del XVII e XVIII secolo emigrarono in direzione della vicina penisola ed in particolare a Roma, come, ad esempio, Gian Ludovico Quadrio (Balerna, 1635 – Bologna 1733), incisore e orafo alla scuola dei fratelli Bibbiena, citato in un articolo del 1966 da Giovanni Ratti. Quest’ultimo notava che, in passato, per le incisioni si utilizzava il bulino, che in dialetto viene chiamato sgurbia, e che il processo a cui venivano sottoposti i metalli preziosi si divideva in due fasi: la materia prima veniva prima sgurbiaa e poi sgüraa, ovvero incisa al bulino e poi levigata e lucidata (cfr. RATTI Giovanni, Amor di paese – Raccolta di corsivi di un balernitano, Lugano, Tipografia La Buona Stampa, 1995, p. 14).